CONSIGLIO COMUNALE - TRISTE EPILOGO

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CONSIGLIO COMUNALE - TRISTE EPILOGO

Messaggio  Ignazio Puglisi il Lun 8 Dic - 23:24

Cari concittadini
Possiamo dire, senza timore di essere smentiti, che nella seduta del 5 dicembre scorso abbiamo vissuto, nostro malgrado, una pagina veramente triste della storia del Nostro Consiglio comunale.
Ma andiamo con ordine.
Il 28 novembre scorso abbiamo ricevuto la comunicazione che il giorno successivo, sabato 29, si sarebbe tenuto il Consiglio comunale, convocato in via d’urgenza, per approvare il Bilancio consuntivo dell’anno 2007 nonché l’Assestamento di Bilancio 2008, atto quest’ultimo, che per legge deve essere compiuto entro il 30 novembre. Mentre per l’approvazione del Bilancio 2007 era già stato minacciato, dall’Assessorato competente, l’invio del Commissario.
Sin qui, pertanto, tutto previsto, nulla da obiettare.
Si trattava infatti di atti urgenti ed improcrastinabili, da compiere in tempi assai solleciti e tali da giustificare il ricorso alla convocazione urgente che, in considerazione dei ristretti tempi dati ai Consiglieri per prendere visione della relativa documentazione( 24 ore), necessita di idonea motivazione.
Sennonché, all’ordine del giorno sono stati posti anche altri argomenti che, potendo essere esaminati in via ordinaria, non erano suscettibili di essere trattati in una seduta convocata con le predette modalità.
Ma cosa ancora più grave, alcuni di tali punti, ed in particolare quelli riguardanti i piani di lottizzazione presentati da La Rocca Francesco e da Rinaudo Pietro, erano totalmente privi dei necessari atti, indispensabili per una legittima deliberazione.
Infatti, mancava tanto la proposta di deliberazione quanto il parere del Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, come confermato dal Segretario comunale al quale ci siamo tempestivamente rivolti la mattina del 28 novembre per prendere visione degli atti della seduta.
Senza soffermarci sul contenuto delle richieste avanzate dalle ditte La Rocca e Rinaudo, la circostanza che ha alimentato il nostro disappunto è stata, oltre alla mancanza della predetta documentazione, la tempestività insolita con la quale esse sono state sottoposte al vaglio del Consiglio comunale.
Il buon senso, in considerazione del coinvolgimento del fratello di un Assessore, avrebbe imposto una certa cautela.
Ed invece....
La Commissione Edilizia Comunale ha richiesto il pronunciamento del Civico consesso sulla questione nella seduta del 27 novembre.
L’argomento è stato inserito all’ordine del giorno il 28 novembre.
Per poi essere trattato nella seduta del 29 novembre.
Ma non è tutto, come detto.
All’apertura dei lavori, in sede di approvazione del carattere urgente della seduta del 29 novembre, Noi consiglieri di minoranza abbiamo esternato con forza la impossibilità di trattare i detti argomenti per la evidente e persistente mancanza dei presupposti di legge all’uopo necessari.
Ma i Consiglieri di maggioranza hanno continuato per la LORO STRADA.
Durante la seduta consiliare ci siamo sentiti dire dal Responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, convocato appositamente dal Presidente del Consiglio, che secondo il suo convincimento non era possibile accoglierle, in considerazioni di chiare indicazioni provenienti dal competente Assessorato regionale e che, salvo nuovi elementi, non avrebbe modificato la propria opinione.
A questo punto non ci sono apparse chiare alcune cose:
Non abbiamo compreso il motivo per il quale tale parere non fosse stato reso nelle consuete forme e nei prescritti termini, in conformità a quanto imposto dalla legge.
Poi, se la questione era così complessa perché è stata inserita all’ordine del giorno di una seduta convocata in via d’urgenza che, come detto, riduce gli spazi per un approfondimento dal quale non si può prescindere attesa la complessità della materia sottopostaci ?
E poi ancora, se la circolare dell’Assessorato parlava chiaro perché soffermaci così tanto sulla questione ?
Nonostante ciò, considerato che trattavasi di una questione assai rilevante per Piedimonte, incidendo sulla futura configurazione del nostro amato paese, per il senso di responsabilità politica che sempre anima la nostra azione, abbiamo richiesto un rinvio, anche breve, per approfondire la materia e cercare di venire incontro alle esigenze di quelli che, per Noi, sono cittadini come gli altri i quali, facendosi promotori di valide iniziative economiche, portano benessere alla nostra collettività e per questo meritano il nostro rispetto e la nostra attenzione.
Qualche Consigliere aveva anche proposto di richiedere un parere al un legale per cercare di superare la ritrosia del Geom. Emmi.
Il Consiglio comunale, su nostra proposta, ha rinviato la trattazione degli argomenti in oggetto alla seduta del 5 dicembre.
Eravamo convinti che nelle more del rinvio ad una settimana, il Presidente del Consiglio avrebbe quantomeno convocato la Conferenza dei Capigruppo, al fine di aprire un sereno dialogo sull’argomento, o comunque si sarebbe preoccupato di acquisire l’agognato parere del Geom. Emmi, onde consentire una migliore intelligenza della vicenda sottopostaci.
Nulla di tutto ciò.
Giovedì 4 dicembre ci siamo recati dal Segretario comunale, per avere la sgradita sorpresa di ritrovare tutto come lo avevamo lasciato.
Mancava all’appello tanto la proposta di delibera che il relativo parere di regolarità tecnica.
Da qui la palese inutilità del rinvio della trattazione, che si è tradotto in un dispendio di tempo, per tutti i consiglieri e di denaro per tutti i cittadini, in considerazione del costo di ogni Consiglio comunale.
E’ seguita la nostra vibrante protesta durante la seduta del 5 dicembre, diretta in primo luogo nei confronti del Presidente del Consiglio, dott. Giovanni Testa, che ha inserito tra gli argomenti da trattare le richieste delle ditte La Rocca e Rinaudo, pur in assenza dei necessari presupposti per deliberare.
E a tal riguardo, il dott. Testa, che ha addirittura sostenuto che non era necessario il più volte menzionato parere del Responsabile U.T.C., è stato sconfessato dal Segretario comunale che, a chiare lettere, ha affermato il contrario.
Inoltre, di fronte alla reiterata richiesta rivolta al Geom. Emmi, che pure il 5 dicembre ha confermato la sua opinione contraria all’accoglimento di quanto richiesto dalle predette ditte, al fine di conoscere le ragioni della mancata redazione del parere tecnico, il Presidente del Consiglio, prendendo la parola, ha affermato che tale parere non era stato da lui richiesto.
Incomprensibile.
Infatti, non potendo pensare che il dott. Testa effettivamente potesse essere convinto che il parere non fosse necessario, perché faremmo torto alla sua esperienza politica cui tutti avevamo fatto “affidamento”, ci chiediamo cosa siamo andati a parlare per ore in Consiglio, considerata la impossibilità di adottare qualsivoglia deliberazione.
E poi, quale significato attribuire al comportamento del Nostro Sindaco che ha tirato fuori dal cilindro il parere “dell’amico avvocato” che, in tale veste ha prestato gratuitamente la sua opera, dandone lettura con l’intento di fare chiarezza sulla questione, intento che è rimasto tale.
Apprezziamo la solerzia del Sindaco che, per scongiurare le conseguenze di un parere negativo dell’Ufficio tecnico, si è preoccupato di rivolgersi ad un proprio legale di fiducia, per cercare di smuovere l’irremovibile Geometra Emmi.
Solo che “l’amico avvocato” ha confermato l’ineccepibilità della posizione tenuta dal Nostro Tecnico.
Il sospetto che sorge è che forse l’epilogo della vicenda era già ben chiaro nella mente dei Nostri Amministratori, che hanno messo su questo teatrino unicamente per dare dimostrazione “ a qualcuno” di avere fatto tutto quanto in loro potere per superare un ostacolo che non era superabile, magari cercando di scaricare la colpa su altri.
La responsabilità politica gravissima di quanto rappresentatovi è imputabile ai NOSTRI AMMINISTRATORI TUTTI, a partire dal Sindaco, per poi passare al Presidente del Consiglio e a tutti i Consiglieri di maggioranza che non si sarebbero dovuti prestare ad un gioco di questo genere, concorrendo a gestire maldestramente una vicenda che meritata di essere trattata diversamente.
Proprio per evidenziare tali circostante, al momento della votazione Noi Consiglieri di minoranza abbiamo abbandonato l’aula, lasciando i colleghi di maggiorana soli ad assumere una decisione che è TUTTA LORO.
E se come si dice al peggio non c’è mai fine, cosa possiamo aspettarci ancora da Pidoto & company?
“Ripensare Piedimonte”
Ignazio Puglisi

Ignazio Puglisi
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Coraggio, avvocato Ignazio...

Messaggio  piedimontese il Mar 9 Dic - 2:09

... perché se "al peggio non c'è fine", c'è magari ca "cchiù scuru 'i menzanotti non po' fari"
Viva l'Immacolata

piedimontese
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