Forum Acqua Territorio Jonico-Etneo

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Messaggio  lit il Sab 24 Apr - 23:46

La difficile espansione della campagna dell'Acqua nazionale è espressamente difficile da intendere e da comprendere a pieno. Esiste un forte baratro tra la reale problematica e le norme vigenti e difficilmente si trova riscontro comprensibile tra leggi e fatti. Un problema emblematico di un'Italia priva di Referendum propositivo. Ci contentiamo di poter applicare i Referendum abrogativi, che come ben sappiamo sono delle correzioni e depennamenti di leggi esistenti, al fine di poter sconvolgere e variare una legge preesistente.
La difficoltà è tanta, l'impegno deve essere altrettanto commisurato, senza sprechi di tempo, senza paura di esporsi e senza timore di poter non farcela. Non possiamo lottare abbattuti, rassegnati e disinformati. Ci viene in aiuto il buon senso e la capacità di distinzione tra pubblico e privato ma non basta.

Affrontare una raccolta di firme, vidimate da un'autorità, con tanto di documentazione e tessera elettorale valida è difficoltoso. Raggiungerne 500.000 è realmente impegnativo. Ci siamo posti 3 mesi per raggiungere l'obiettivo sul territorio nazionale. Oggi 24 Aprile parte ufficialmente la campagna di raccolta.
Proviamo a capire cosa dobbiamo realmente fare. Ci troviamo con 3 norme di tre leggi Nazionali da abrogare al fine di rendere definitivamente libera l'acqua dalle grinfie dei privati.
Attualmente con il terzo quesito si propone l'abrogazione dell'art. 154 del Decreto Legislativo 152/2006 del Codice Ambientale , in merito al comma 1. Tale comma riguarda la remunerazione del capitale investito sul servizio Idrico, nello specifico nel 7%. Questo decreto è passato per mano del governo Berlusconi. Tali profitti del 7% sono facilmente caricabili dal gestore del servizio sulla bolletta dei cittadini.
Poniamoci ora il quesito in questa misura:
“Vi aggrada che qualcuno vi tassi il 7% sulla bolletta per farne un guadagno personale sull'erogazione di un servizio fondamentale come l'acqua?”

Con il secondo quesito si propone l'abrogazione del'articolo 150 del Decreto Legge n° 152/2006 del Codice dell'Ambiente. Tale articolo sancisce l'assegnazione del servizio Idrico, o la costituzione di Società per Azioni (Spa) per la gestione del servizio idrico. Con capitale tutto privato, misto, o pubblico. L'abrogazione del medesimo eviterebbe di avere i vincoli di avere capitalizzazione e gestione del servizio Idrico da parte di entri privati o enti misto pubblico-privati. Ciò riporterebbe la gestione del servizio sul territorio tra cittadini ed enti territoriali di diritto pubblico.
Poniamola in questi termini:
“Vi aggrada che il servizio idrico, essendo un bene fondamentale, sia gestito come una Società per Azioni da privati o da pubblici che essi siano? Non è meglio che a seguirlo siano le amministrazioni locali sul territorio (Comuni, province) con diretto impegno sul territorio solo allo scopo di fornire un servizio senza scopo di lucro?”

E infine si propone l'abrogazione dell'articolo 23 bis della legge 133/2008. Legge in materia di privatizzazione approvata e redatta dal governo Berlusconi due anni fa. Essa sancisce l'affidamento del servizio Idrico ai privati, in seguito a gara, o l'affidamento a società di capitale misto privato-pubblico. Ciò farà si che entro il dicembre 2011 in modo improrogabile tutte le 92 Ato Nazionali costituite vadano sul mercato. Il limite imposto sarà del 40 % a capitale privato. Attualmente sono 64 le ATO che si sono opposte rimanendo a capitale pubblico al 100% oppure non hanno ancora affidato il 40% ai privati.
Contrastare questa legge significa opporsi ad un piano che porterà negli anni a diminuire la percentuale di capitale pubblico a favore dei privati nelle ATO. Nel 2015 raggiungerà solo il 30%.
Riassumiamola come:
“Vuoi che in pochi anni le ATO acque diventino vere e proprie società azionarie con oltre il 60% del capitale di una società per azioni che gestisce un bene prezioso come l'acqua?”

Colgo l'occasione a invitare tutti quanti a firmare esibendo documento di riconoscimento valido e tessera elettorale valida. Le firme dovranno essere autenticate da un'autorità preposta. Sindaco, Vice Sindaco, Assessori, Notaio, Presidente del consiglio, della Regione, della Provincia, ….Non stanchiamo mai di ricordarlo!!!!

Se raggiungeremo le 500.000 firme la primavera del 2011 potremo avere il Referendum abrogativo richiesto.Invitiamo tutti a sensibilizzarsi, sensibilizzare informare, informarsi e INFORMARCI.
Qualunque nota, consiglio e sottolineatura ad eventuali errori da me trasmessi vi invito a segnalarmela subito.
Cordialmente
Concetto Barone
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