Disastrosa gestione delle finanze comunali

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Disastrosa gestione delle finanze comunali

Messaggio  Admin il Sab 17 Nov - 10:09

Giovedì scorso, 15 novembre, si è riunita la II Commissione consiliare, al fine di avere chiarimenti sul Bilancio di previsione 2012.
Il Ragioniere ed in Sindaco hanno comunicato che i lavori sono ancora in corso.
In particolare, a seguito della revoca in autotutela delle delibere di Giunta con le quali erano state aumentate l’IMU per la seconda casa e l’addizionale comunale IRPEF, decisioni di c
ompetenza del Consiglio comunale, occorre trovare i fondi per far quadrare i conti.
Probabilmente si cercherà di recuperare le somme necessarie iscrivendo in bilancio gli accertamenti effettuati dalla famigerata Tributi Italia, che pare abbia manifestato la disponibilità a mettere a disposizione dell’Ente la relativa documentazione, non si è ben capito ancora a che titolo ed in che termini.
Ancora resta privo di copertura finanziaria il debito assunto per i lavori nei serbatoi comunali.
Intanto iniziano ad arrivare nelle case dei Piedimontesi richieste di pagamento per i consumi acqua potabile 2007, accertamenti ICI.
Tra poco arriverà la TARSU 2012 e verrà a scadenza il saldo IMU.
Anche questo è il segno della pessima organizzazione del Comune.
E’ indispensabile scaglionare il pagamento dei tributi, programmare seriamente l’attività di riscossione.
Solo così si mettono i cittadini in condizione di fare il loro dovere, si consente un afflusso costante di liquidità nelle casse comunali e si pagano puntualmente gli stipendi ai dipendenti comunali.
Durante i lavori abbiamo esaminato anche le misure correttive da adottare in relazione ai rilievi mossi dalla Corte dei conti al bilancio consuntivo 2010.
Il Giudice contabile ha stigmatizzato il ritardo nell’approvazione del conto 2010, l’entità dei debiti fuori bilancio contratti in quell’anno, nonché il costo del personale, la cui incidenza in termini percentuali supera il limite previsto dalla legge, oltre ad aver rilevato altre criticità di carattere tecnico.
Ne consegue che così stando le cose resta preclusa la stabilizzazione del personale precario.
Abbiamo appreso che, quanto al ritardo, questo è imputabile alla pessima organizzazione dei vari uffici, alla tempistica con la quale i vari capi settore hanno predisposto la necessaria documentazione.
Nel 2011 la situazione è addirittura peggiorata.
Indubbiamente le difficoltà non mancano.
Ma non è di certo questo il modo migliore di affrontarle.
Ignazio Puglisi

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